Non è facile parlare di ciò ke si ama, ma non è facile amare qualcosa a tal punto da non essere in grado di parlarne. Questo Blog è un quaderno sul quale aggiungere pensieri e parole, sul quale scorgere silenzi che comunicano riflessioni. Distaccati dai facili giudizi, parleremo di ciò che in Lucania si ama e si odia, insomma si VIVE. Sintesi ed armonia. Un saluto a tutti e se vi va inviatemi le vostre poesie/pensieri. Saranno subito on line.
gabriele.distasio@gmail.com
mercoledì, dicembre 24, 2008
NATALE - ARMANDO LOSTAGLIO - RIONERO IN VULTURE
Natale
Ci attornia questa festaiola malinconia eppur vitale Saluti miscredenti confondono le luci di replicati auguri. Mimesi sulla via dell’eden disseminata di scintille e pomi colorati Converrà sognare per non capire? A tutti noi, ugualmente.
L'infanzia, sì l’infanzia eppur ci accompagna nel sorriso innocente di un bambino Ci sorregga la sua sacralità.
Adesso, ti risvegli e scopri di esistere, poter essere, in me, ovunque sono. T'amo, t'odio, ti discuto, ti vivo. Pensieri da te affascinati e dalla tua magia attratti. Mi domini con splendidi paesaggi. Scrittore inconsueto, sfrego la fantasia. Abitante coinvolto, critico campanilista, obiettivo amante dei miei luoghi delle mie frenesie. Abbraccio il futuro celato dietro l'angolo. La mia Basilicata, la tua Basilicata, la nostra Basilicata.
Cane che abbai, ohh giovane amico che fermi il silenzio di questo mio udito. Riesci a "parlare" con il tuo lamento dolce e costante al medesimo tempo.
L'altro cane, tuo amico ti risponde abbaiando e tu, resti a guardarlo. Sembri avere carpito una frase celata, al mio orecchio di uomo che vuol tanto capire ma che forse da te deve solo imparare, o quanto meno riucire a non far più del male!
Cane che abbai continua a "parlare" che forse la voce riesci ad usare.
Cane che abbai, ohh, cane parlante non smettere mai di regalar sogni ad un amico attento alle cose che dici ad un uomo che osserva l'assurdo e il reale a codesto o a quell'atro che san vivere insieme, a chi sente energia quando vede volare a chi riesce a sognare se ti sente abbaiare.
IL RIPOSO DI ACERENZA Scritto dai Palmenti di PIETRAGALLA dai quali si scorge ACERENZA...
Dorme il paese, silenzioso amico di questi minuti sereni. Qualche macchina qua e la rompe il silenzio di queste colline.
E tu, arroccato, sei li che mi guardi. Mi parli, vuoi dire qualcosa, saro mai in grado di capire? Millenario, tocchi il cielo sporgendoti dalla tua collina; guardi in giù e quasi vuoi tuffarti nel tuo lago prezioso.
E così, salti e nuoti, caro paesino, fra cielo e terra sembri animarti volgendo il tuo sguardo all'immenso orizzonte che dal tempo che fu controlli, come custode di antiche virtù.